Studio etologico sui macachi del tempio di Uluwatu a Bali

Fany Brotcorne, primatologa dell’Università di Liegi –  insieme al primatologo Jean-Baptiste Leca della University of Lethbridge (Canada) e all’antropologo Agustin Fuentes della University of Notre Dame (Stati Uniti) –  ha condotto una ricerca  sul comportamento ricattatorio dei macachi descritta in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Primates. Ecco il LINK

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Esami di Stato 2017: Ordinanza

Ordinanza Ministeriale Esame di Stato 2017

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Genoa Isn’t Rome or Florence

Why do so few people visit Genoa?

I ask this question every time I visit the Italian city. Two summers ago, I heard one of the best answers from Mitchell Wolfson Jr., an American who moved to Genoa in 1968 and is the founder of the Wolfsoniana, a museum of decorative and propaganda arts in nearby Nervi.

“Verdi put it best,” Mr. Wolfson said. “‘Popolo della feroce storia.’ It’s a place that has never gotten over its ferocious past.”

Genoa is not Florence, Rome or Venice. There is no predigested list of must-see attractions or must-do activities, no romantic watery lagoons, no birth of the Renaissance to chase after. Its tourist infrastructure might be summed up as less is more. The city invites — in fact, it requires — you to have your own experience. And it repays the effort. “Once Genoa gets inside of you, it cannot be purged,” Mr. Wolfson said. “Genoa has a heart and soul like no other.”

 

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La favola delle api

Bernard del Mandeville (1670- 1733),  nasce a Dordrecht, presso Rotterdam, appartenente ad un’agiata famiglia e si laurea in medicina nel 1691. Si trasferisce a Londra, dove cura disturbi nervosi e  dello stomaco. Si dedica all’attività letteraria, prima come traduttore, poi come scrittore satirico e polemista. Del 1704 è la prima edizione della sua opera di maggiore successo, che gli procura fama e invettive in patria e che lo ha reso famoso ai posteri: The grumbling hive, or knaves turn’d honest (L’alveare ronzante ovvero i truffatori divenuti onesti). Successivamente, nel 1714, ne cura una nuova edizione che pubblica con il titolo The fable of the bees, or, private vices, publick benefits (La favola delle api, ovvero vizi privati, pubbliche virtù), nella quale inserisce anche un saggio intitolato Ricerca sull’origine della morale ed un ricco apparato di note. La favola delle api, che fruttò all’autore anche noie giudiziarie, rappresenta il tipico esempio dei trattatelli filosofici dell’illuminismo inglese.

Introduzione a “La Favola delle api”   –     “La favola delle api”

 

 

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Andrea Bianchi traduce Camus

bianchi

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22 febbraio 2017 · 5:05 PM

Baruch Spinoza – Etica

p1010140L’Uomo carnale, oltre che essere agitato in molti modi dalle cause esterne e non arrivar mai a godere di una vera Soddisfazione interiore, vive quasi inconsapevole di sé e di Dio e delle cose, e come cessa di patire cessa anche di essere. Il Saggio invece, in quanto è davvero tale, ben difficilmente incontra cagioni di turbamento interiore; e non cessa mai – per una precisa necessità eterna: ossia perché, in assoluto, la massima parte della sua Mente esiste nell’Eternità – di essere cosciente di sé e di Dio e delle cose; e sempre possiede e gode la vera Soddisfazione interiore o Pace dell’anima. Ora, se la via che ho mostrato condurre a questa condizione di Letizia inalterabile sembra difficilissima, essa però può essere percorsa. Certo deve essere difficile ciò che si vede conseguito così di rado. Se la Salvezza fosse a portata di mano e potesse esser trovata senza una grande fatica, è mai possibile che quasi tutti gli umani rinunciassero a cercarla? Il fatto è che tutte le cose eccellenti sono tanto difficili quanto rare.   Baruch Spinoza L’Etica

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Le piccole virtù

stan-laurel-con-loscar-alla-carrieraAl rendimento scolastico dei nostri figli, siamo soliti dare un’importanza che è del tutto infondata. E anche questo non è se non rispetto per la piccola virtù del successo. Dovrebbe bastarci che non restassero troppo indietro agli altri, che non si facessero bocciare agli esami; ma noi non ci accontentiamo di questo; vogliamo, da loro, il successo, vogliamo che diano delle soddisfazioni al nostro orgoglio.

I nostri figli se vanno male a scuola […] li assecondiamo nelle loro proteste contro i maestri che non li hanno capiti, ci atteggiamo, insieme con loro, a vittime d’una ingiustizia. [,,,]

In verità la scuola dovrebbe essere fin dal principio, per un ragazzo, la prima battaglia da affrontare da solo, senza di noi; fin dal principio dovrebbe esser chiaro che quello è un suo campo di battaglia, dove noi non possiamo dargli che un soccorso del tutto occasionale e illusorio. […]

(Natalia Ginzburg, Estratto da “Le piccole virtù”, pubblicato originariamente su “Nuovi Argomenti” nel 1960)

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