Rapporto Prove INVALSI 2018

 Il rapporto INVALSI 2018

 

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Il ciclista lo sa

 

Ci sono curve in discesa

a marzo, il ciclista lo sa,

dove ti aspetta l’inverno

nascosto nell’ombra, feroce.

Jam  Littlepie

 

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Rorschach e il suo test

 

 

Hermann Rorschach nasce a Zurigo nel 1884, diventa psichiatra e lavora presso diversi manicomi. Sarà ricordato per un solo contributo: il test che porta il suo nome. Si tratta di dieci disegni astratti, simmetrici lungo la verticale, simili a quelli costruiti facendo sgocciolare del colore su un foglio, piegandolo a metà e riaprendolo. Il test, pubblicato nel 1921, consiste nel guardare i disegni, uno dopo l’altro, e nel dire che cosa si vede. Grande era allora la fiducia nella capacità degli psicologi di saper svelare i misteri della mente. […] Alla base del successo del test c’era l’entusiasmo acritico per l’esplorazione dell’inconscio considerato un’entità eccezionale e misteriosa. Le macchie di Rorschach, usate nel processo di Norimberga e in quello ad Adolf Eichmann, toccano il massimo della popolarità negli anni Sessanta. Si tennero sempre segreti i sistemi per decifrare le risposte, vanificando così eventuali controlli.  Le persone volevano crederci.

Lo psicologo triestino Gaetano Kanizsa chiese ai partecipanti di un esperimento di tracciare una figura senza staccare mai la penna dal foglio. Grazie a questo solo disegno descrisse la personalità di ciascuno. La maggior parte dei partecipanti trovò azzeccata la diagnosi. In realtà il profilo di personalità era lo stesso per tutti! Il successo del test di Rorschach è una dimostrazione indiretta di come la mente umana giunge a credere, del perché e del come lo desidera. Kanizsa, con ironia, diceva che ormai i miracoli sono accettati solo in veste pseudo-scientifica.
Paolo Legrenzi – Sole 24 Ore, 22 aprile 2018 

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Humanities e coesione sociale

“Oggi l’Italia non tornerà protagonista nella scena economica mondiale ed europea se non inizierà ad investire, diversamente e di più di quanto non stia facendo da decenni, nei luoghi dove si formano i capitali morali e civili della gente. La scuola, e l’università in primis, in una società moderna […] deve intensificare la formazione umanistica dei giovani, la storia, la letteratura, la poesia, l’arte, perché è lì che si rigenerano i grandi codici simbolici generativi anche di flussi economici. Le tecniche e gli strumenti che stanno inondando scuola e università non sono la priorità dell’educazione, anche perché con la velocità che conosce il nostro tempo, nessuna tecnica è capace di insegnare veramente un mestiere, che sempre più si impara facendolo. Una politica veramente per il bene comune non dovrebbe ridurre arte e humanities nella formazione dei nostri giovani (come sta facendo), ma incrementarle, con tutte le (poche) energie morali che ancora le restano.

E poi bisognerebbe lavorare di più sulla coesione sociale, che è l’intreccio dei capitali civili di un popolo. La crescente diseguaglianza distrugge la coesione sociale, come la distrugge la riduzione degli spazi pubblici abitati, o la proliferazione dell’azzardo”.

Il Sole 24 Ore: “Investire su humanities e coesione sociale” di Luigino Bruni  2 marzo 2016

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Antropologia ed economia ( 1 ) Yap: Island of Stone Money

 

John Tharngan, historical preservation officer of Yap, Federated states of Micronesia explains about his culture’s unique currency. LINK

The Curious Case of the Yap Stones (Youtube video)

Rai Stones Wikipedia

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In Our Time: Marx – Nietzsche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Our Time: Karl Marx

In Our Time: Nietzsche Genealogy

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CLIL: Wagner’s Philosophers

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Wagner and German Idealism

 

Wagner and the Philosophy of Revolution

 

Wagner and Schopenhauer

 

Wagner and Nietzsche

 

Wagner and Adorno

 

In Our Time: Schiopenhauer

 

In Our Time: Kierkegaard

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