Abbas Kiarostami 1940 – 2016

AbbasCinema seats make people lazy. They expect to be given all the information. But for me, question marks are the punctuation of life.
Taste of Cherry

I compiti a casa

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Istruzioni per rendersi infelici – Paul Watzlawick

Un uomo vuole appendere un quadro. Ha il 101_0485chiodo, ma non il martello. Il vicino ne ha uno, così decide di andare da lui e di farselo prestare. A questo punto gli sorge un dubbio: e se il mio vicino non me lo vuole prestare? Già ieri mi ha salutato appena. Forse aveva fretta, ma forse la fretta era soltanto un pretesto ed egli ce l’ha con me. E perché?

Io non gli ho fatto nulla, è lui che si è messo in testa qualcosa. Se qualcuno mi chiedesse un utensile, io glielo darei subito. E perché lui no? Come si può rifiutare al prossimo un così semplice piacere? Gente così rovina l’esistenza agli altri. E per giunta si immagina che io abbia bisogno di lui solo perché possiede un martello. Adesso basta! E così si precipita di là, suona, il vicino apre, e, prima ancora che questo abbia il tempo di dirgli “buon giorno”, gli grida: “si tenga pure il suo martello, villano!”

Istruzioni per rendersi infelici

 

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Commissioni Esame di Stato 2016

cattedrale

 

Ecco le Commissioni dell’Esame di Stato 2016 Clic

Firenze (FI) – Forli’ ( FO) – Frosinone (FR) – Genov a(GE) – Gorizia (GO) – Grosseto (GR) – Imperia (IM) – Isernia (IS) – Crotone (KR) – Lecco (LC) – Lecce (LE) – Livorno (LI) – Lodi (LO) – Latina (LT)

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L’abbaglio della fine della scuola

 

P1030376La vulgata della scuola del ventunesimo secolo prevede: classi “agili”, con studenti che guardano contenuti online e ne discutono poi tra di loro. Insegnanti “leggeri”, con il ruolo di “facilitatori” delle suddette discussioni tra gli studenti. Scomparsa progressiva della lezione frontale, e quindi della preparazione della lezione da parte degli insegnanti. Rimpiazzo dello studio con una forma ludica di interazione con vari tipi di interfacce, alcune delle quali ancora umane, ma sempre di più di tipo digitale (queste ultime non hanno problemi caratteriali, non scioperano, ecc.). Verifiche continue sia dello studente ma soprattutto dell’insegnante su parametri “oggettivi”. Comunicazione aperta con la famiglia, grazie a webcam che permettono ai genitori in pausa caffè di vedere che cosa si sta facendo in classe in un momento a caso.

Roberto Casati – Domenica 24 Ore – 15 maggio 2016 –

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Sennett: Continuano a chiamarla flessibilità

 

P1000986[…] Le macchine stanno colonizzando la piccola borghesia. Posti di lavoro come quello degli addetti agli sportelli di banca, quello di chi raccoglie gli ordini per gli acquisti, o i centralinisti, tutti lavori burocratici di basso livello, stanno soccombendo sotto il potere della robotica digitale. Questa tecnologia particolarmente efficace sta scalzando il concetto di forza lavoro della società dei colletti bianchi. Ciò si interseca con il fatto che le classi stagnanti in questa fase del capitalismo, siano proprio quelle dei lavoratori delle classi medio-basse.

 […] Tutto questo, direi, rispecchia il bisogno che lo Stato assuma un ruolo maggiore nel supporto alle classi medio basse, garantendo il lavoro, anche se quel lavoro non produce profitto o potrebbe essere anche svolto da una macchina. Dobbiamo tornare a credere che lo Stato possa entrare effettivamente in opposizione al neoliberalismo, anziché esserne definitivamente schiavo.

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L’ignoto ignoto

 

Kairos

Questo è un libro interessante. E’ gratis. E mi ha fatto venire un paio di idee. L’autore è Mark Forsyth e tratta delle librerie e del piacere di non trovare quello che cercavi.

 “Internet accoglie i tuoi desideri e te li risputa addosso, soddisfatti. Fai la ricerca, inserisci le parole che già conosci, le cose che già avevi in mente e la Rete ti restituisce un libro, un’immagine, una voce di Wikipedia. Ma questo è tutto. Le cose che non sai di non sapere le trovi altrove”.

 

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Così è nato il timor di Dio

 

giacomettiChi non sa cos’è il «timor di Dio»? Dio, chiunque esso sia, vede tutto, giudica tutto e punisce ogni male. La grande maggioranza delle religioni professate ai nostri giorni si basa proprio su quest’idea. Eppure non è sempre stato così. Per molto tempo i nostri progenitori hanno creduto in divinità che non si occupavano direttamente delle vicende umane né, tantomeno, le giudicavano e sanzionavano.

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