Esercizio di Metodologia della ricerca #4

lucchetto

Prendete un gruppo di adolescenti curiosi, un articolo di giornale in cui si dà conto dell’ultima ricerca nel campo delle scienze umane, accendete internet e cominciate a risalire la corrente per trovare il protocollo sperimentale che hanno utilizzato per la ricerca di cui sopra. Insomma, si tratta di una rivoluzione: invece degli adulti che controllano i ragazzi con il registro elettronico, sono i ragazzi che controllano gli adulti con la rete. Se avete fretta Clic, se invece avete tempo continuate la lettura.

Venerdì mattina ho accompagnato una classe a teatro, giovedì ho detto in 2^E che il giorno dopo sarei stato assente. Superato il comprensibile sconforto, gli studenti in un lampo hanno diffuso la notizia nelle altre classi. Solo che la breaking news era incompleta, nel senso che avevo omesso che la prima ora sarei stato presente, la 2^E non era interessata. Così ieri alle 8 entro in 1^E e vedo delle espressioni attonite, alcuni confessano di non avere né il quaderno né tanto meno i compiti perché Simon aveva garantito che sarei stato assente. Così, dopo avere inflitto la giusta sanzione agli inadempienti, ne ho approfittato, visto che stiamo trattando la comunicazione, per rimarcare l’importanza della fonte per valutare l’affidabilità del messaggio. Durante la spiegazione mi è venuto in mente un’iniziativa che risale al 2000 e che tratta di bufale e videogiochi e siccome questo blog è ormai anche una specie d’archivio, ho deciso di recuperare il materiale e metterlo qui.

 Dunque andiamo con ordine, è l’anno 2000 e sui giornali compare che “I videogiochi aiutano i bambini a diventare più intelligenti” e lo attesta una ricerca dell’Università di Stoccolma. La notizia, con tanto di dettagli sugli esperimenti, è in controtendenza e colpisce la nostra curiosità e, siccome stiamo trattando di metodologia della ricerca, decidiamo di risalire alla fonte per conoscere il protocollo sperimentale. Così, gli studenti ed io ci siamo messi all’opera e abbiamo sentito prima i giornali, poi l’ANSA e alla fine L’Università di Stoccolma e abbiamo scoperto che… Ecco storia e i documenti. Clic

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