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La dittatura delle macchine

impalcature[…] Head descrive la situazione delle università inglesi, assoggettate dal governo Thatcher a un intricato meccanismo burocratico (confermato ed esteso da tutti i governi successivi, di qualsiasi colore politico) che valuta la produzione accademica in termini sia quantitativi (numero di pagine pubblicate, tempo impiegato) sia qualitativi (numero di citazioni ricevute, prestigio della rivista o casa editrice) e regola di conseguenza i fondi da assegnare alle varie istituzioni. […] la frammentazione di pensiero e ricerca in parametri di facile verifica ha portato a un aumento vertiginoso della produzione, fino a 200 mila scritti da valutare all’anno; rimane da chiedersi se tante parole siano sintomo di maggiore profondità o originalità. E rimane da chiedersi se i pazienti vengano meglio serviti quando il sistema impone al medico tempi precisi per ogni visita; se lo siano i clienti quando il tecnico che li assiste al telefono è costretto a seguire un rigido protocollo; se lo siano i passeggeri quando i guru della consulenza aziendale decidono che le assistenti di volo devono sorridere sempre e comunque, anche se non ne hanno motivo.

Mindless, Why Smarter Machines Are Making Dumber Humans, Basic Books, New York by  Simon Head – Continua la lettura – 

A Talk With Simon Head, Author of ‘Mindless: Smarter Machines Are Making Dumber Humans’

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Inchiesta sulle serie TV

Vota la tua serie preferita. La classifica  è aggiornata al 26/2/14 ore 22:48

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Ecco la classifica completa   

How I met your mother 11%
Scrubs 10%
Grey’s anatomy 9%
The big bang theories 8%
Il diario di una nerd superstar 7%
Csi 6%
Gossip girl 6%
Glee 6%
Criminal Minds 5%
Una mamma per amica 5%
Arrow 3%
Doctor Who 3%
Ncis 3%
Squadra antimafia 3%
Pretty little liars 3%
The vampire diares 3%
Breaking bad 2%
Skins 2%
The walking dead 2%
The Tudors 1%
Homeland 1%
90210 1%

I pareri di chi ha votato:

Cecilia95: Doctor who, Superman dei giorni nostri

Silvia96: Guardo Scrubs perché è molto divertente ed insegna sia valori che cose mediche

Sarusca49: adoro i SIMPSON!   E’ una serie  divertente, Homer è il mio personaggio preferito, è troppo simpatico e le scemenze che combina mi fanno sbellicare dalle risate.

Elena 2000: guardo Geordie Shore perché voglio vedere se Charlotte e Gaz prima o poi si fidanzeranno e perché mi fa morire dal ridere.

Enrico R.: La mia serie preferita è  Doctor Who perché ha delle idee sul futuro, sul  presente e sul passato che a me piacciono.

Angelo dice: mi piace The big bang theories perche mi fa piegare in due dalle risate 

Il parere di Luca: “Mi piace “Glee” perché parla di ragazzi della mia età alle prese con problemi di fronte ai quali alle volte mi ritrovo anche io.
Ma ciò che maggiormente attira la mia attenzione, è la forza e il coraggio con cui questi ragazzi inseguono i propri sogni senza mai arrendersi! Anche io, come tutti, ho dei sogni, li reputo meravigliosi e cerco di impegnarmi molto per realizzarne almeno uno, forse è per questo che ammiro così tanto i personaggi di questo telefilm… e poi la scelta dei testi delle canzoni è quasi sempre sorprendente.

Anonimo 1990Considero Breaking Bad un capolavoro nel genere per la tensione che è mantenuta in tutte le 5/6 stagioni, per la qualità raffinata della sceneggiatura e della recitazione; ma soprattutto perché, come generalmente accade nelle serie TV, guardando si può inferire il corso degli eventi, i comportamenti futuri dei personaggi centrali, poiché la conoscenza che si arriva ad avere di essi è molto dettagliata; in BB ho trovato difficile che questo accadesse: è una serie costruita acutamente. E’ basata sul peggioramento progressivo che riguarda il protagonista, che talvolta fa nascere l’idea che egli mostrerà un miglioramento, facendo continuamente fare inferenze sbagliate.

 

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“Noi, forgiati dalle vite degli altri” Remo Bodei

thoreau by Totally Severe

Per sfuggire agli orizzonti ristretti entro cui è confinata la nostra esistenza ci serviamo dell’immagi-nazione. Questa è la tesi sostenuta dal filosofo Remo Bodei nel suo libro “Immaginare altre vite. Realtà, progetti, desideri” di cui è stato pubblicato uno stralcio su Domenica 24 ore del 6 ottobre 2013. Nello scritto Bodei spiega come i media siano un’agenzia di socializzazione che propone valori e modelli su cui modelliamo la nostra vita.

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Mal di scuola digitale

Bacon Self Portrait by retorta_net

Molti scrivono di scuola e digitalizzazione, il più delle volte nei giornali si leggono  concetti già noti che si limitano a sostenere  o la tesi degli apocalittici o quella degli integrati. Il filosofo Roberto Casati (già presente in questo blog con altri contributi) , invece,  è tra coloro che analizzano il “colonialismo digitale”  senza preconcetti e invocano il principio di precauzione. Le sue considerazioni prendono spunto da un volume di Marco Gui; “Uso di internet e livelli di apprendimento” basato sui dati Ocse PISA 2009.  

[…] Uno studio recente di Marco Gui del l’Università di Milano Bicocca fa il punto su un esempio tra i tanti, il rapporto tra la frequenza d’uso dei media digitali e i livelli di apprendimento, andando a scavare nei dati del sesto volume del rapporto Pisa Ocse 2011, che coprono una popolazione di 450mila studenti quindicenni da 65 Paesi. L’analisi di Gui è quantomai interessante: le nuove tecnologie si associano positivamente all’apprendimento fintantoché se ne fa un uso modico. Non appena le tecnologie diventano invasive e colonizzano il tempo, il rendimento scende, a livelli inferiori a quelli che si hanno senza tecnologie. Vale la pena di fare un’osservazione metodologica: si tratta di associazioni e non di rapporti direttamente causali, per il momento, dato che l’identificazione di questi ultimi necessiterebbe di studi sperimentali. Tuttavia è più che abbastanza per farci venire il sospetto (il rapporto Pisa vede gli stessi dati, ma è più elusivo sulle conclusioni). Gli unici vantaggi (minimi) si hanno per quella che il rapporto Pisa chiama subdolamente «lettura digitale», un altro dei termini dalla semantica dubbia che fanno la gioia dei colonialisti, e che io renderei piuttosto con «spippolamento». A guardare da vicino, la «lettura digitale» è l’abilità di andare in giro per ipertesti, fare copia e incolla, cliccare per dire «mi piace» e cose simili. Ci sarebbe da stupirsi se almeno queste “competenze” non migliorassero almeno un po’ con un uso accanito del computer, e comunque a usarlo troppo anche queste regrediscono! Ma il punto principale è che le altre competenze, ben più serie: lettura, matematica e scienze, ne soffrono.
Assai impressionante è soprattutto il fatto che il rendimento scende molto di più se a essere colonizzato non è il tempo extrascolatico, ma quello scolastico. E’ come se la scuola offrisse un baluardo all’erosione mentale prodotta dalle nuove tecnologie, e una volta il baluardo caduto, nulla potesse fermare l’erosione.
Roberto Casati
– da il Domenicale n° 128 del 12 maggio 2013

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I Prof dell’autoriforma

Munari, Bruno (1907-1998) - 1948 From Black to White Through Violet (Sotheby's Milan, 2004) by RasMarley

… tutti noi sappiamo come nelle scuole italiane esistano professori di una specie particolare. Sono gli insegnanti che non fanno finta di niente. Che riconoscono eccome l’impatto epocale delle nuove tecnologie sulle modalità di trasmissione della conoscenza…    Oggi i docenti più motivati lavorano con gli studenti attraverso prolungamenti virtuali dell’aula come i Google-Groups … trasformano “L’ho trovato su internet” da limite a risorsa, da vergognoso segreto a prova di talento.  … Soltanto pochi professori insegnano come cercare le cose, dove trovarle. Come distinguere fra siti autorevoli, siti attendibili, siti eterogenei, siti pericolosi….
Sergio Luzzatto – prima pagina de “Domenica” 24h del 1 aprile 2012

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Tema: come sarà il futuro?

L’anno è circa il 1960, la ragazzina di una classe elementare norvegese legge il suo compito. Svolgimento: nel futuro ci saranno telefoni così piccoli che potremo metterceli in tasca e portarli con noi ovunque, dentro ci sarà un grammofono e migliaia di canzoni arriveranno attraverso l’aria, si potrà vedere la tv, si potranno fare filmati e registrare suoni. A queste parole, i compagni ridono a crepapelle, la maestra la porta dal preside che, preoccupato, consulta il dottore che a sua vota chiama in causa lo psichiatra. La bambina imperterrita continua a vaneggiare, i genitori disperati singhiozzano, forse loro immaginano i costi delle ricariche. Questa pubblicità riesce  là dove molti libri di sociologia falliscono: fa capire quanto vertiginoso sia stato il progresso e quanto fosse difficile immaginarlo così come si è presentato.

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Steve Jobs

Steve Jobs by Jhack❦ Oggi 06-10-2011 è mancato il più grande inventore, venditore, sognatore, del ventunesimo secolo. Steve Jobs mi ha sempre affascinato per la potenza che sprigionava con le sue idee, con i suoi discorsi, per la grinta con cui ha affrontato una vita speciale. Se si guarda il suo percorso, le tappe che ha fatto per arrivare dov’era si può dire che lui fosse un eletto, che grazie alle sue capacità e alla sua determinazione era destino che facesse tutto ciò che fatto, com’era destino che una vita così grande avesse una data di scandenza. Anche la sua malattia è prova di quanto lui fosse speciale.

Accanto alla figura di Steve pongo quella di Adriano Olivetti, di cui ho conosciuto un amico, grazie al quale mi sono entusiasmato ed emozionato per l’intensità dei suoi racconti su Adriano. Anch’egli era destinato a finire prematuramente… Sarà il destino dei sognatori, sarà che la loro vita è così intensa che il fisico non la regge a lungo… Sarà quel che sarà. Mi raccolgo nel dolore e nella gioia di aver avuto l’opportunità di assistere ad un evento che andrà sui libri di storia, di un fatto che lascerà il segno fino alla fine dei giorni della Terra.

Il post è stato scritto da Pietro Marenco ex studente del Liceo “Pertini”

Il discorso tenuto ai neolaureati della Stanford University il 12 giugno 2005 formato pdf in italiano.

Il discorso tenuto ai neolaureati della Stanford University il 12 giugno 2005 formato pdf in inglese.

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