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Andrea Bianchi traduce Camus

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22 febbraio 2017 · 5:05 PM

Baruch Spinoza – Etica

p1010140L’Uomo carnale, oltre che essere agitato in molti modi dalle cause esterne e non arrivar mai a godere di una vera Soddisfazione interiore, vive quasi inconsapevole di sé e di Dio e delle cose, e come cessa di patire cessa anche di essere. Il Saggio invece, in quanto è davvero tale, ben difficilmente incontra cagioni di turbamento interiore; e non cessa mai – per una precisa necessità eterna: ossia perché, in assoluto, la massima parte della sua Mente esiste nell’Eternità – di essere cosciente di sé e di Dio e delle cose; e sempre possiede e gode la vera Soddisfazione interiore o Pace dell’anima. Ora, se la via che ho mostrato condurre a questa condizione di Letizia inalterabile sembra difficilissima, essa però può essere percorsa. Certo deve essere difficile ciò che si vede conseguito così di rado. Se la Salvezza fosse a portata di mano e potesse esser trovata senza una grande fatica, è mai possibile che quasi tutti gli umani rinunciassero a cercarla? Il fatto è che tutte le cose eccellenti sono tanto difficili quanto rare.   Baruch Spinoza L’Etica

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Le piccole virtù

stan-laurel-con-loscar-alla-carrieraAl rendimento scolastico dei nostri figli, siamo soliti dare un’importanza che è del tutto infondata. E anche questo non è se non rispetto per la piccola virtù del successo. Dovrebbe bastarci che non restassero troppo indietro agli altri, che non si facessero bocciare agli esami; ma noi non ci accontentiamo di questo; vogliamo, da loro, il successo, vogliamo che diano delle soddisfazioni al nostro orgoglio.

I nostri figli se vanno male a scuola […] li assecondiamo nelle loro proteste contro i maestri che non li hanno capiti, ci atteggiamo, insieme con loro, a vittime d’una ingiustizia. [,,,]

In verità la scuola dovrebbe essere fin dal principio, per un ragazzo, la prima battaglia da affrontare da solo, senza di noi; fin dal principio dovrebbe esser chiaro che quello è un suo campo di battaglia, dove noi non possiamo dargli che un soccorso del tutto occasionale e illusorio. […]

(Natalia Ginzburg, Estratto da “Le piccole virtù”, pubblicato originariamente su “Nuovi Argomenti” nel 1960)

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Abdica

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«Siediti al sole. Abdica. Sii re di te stesso».

Fernando Pessoa

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L’ignoto ignoto

 

Kairos

Questo è un libro interessante. E’ gratis. E mi ha fatto venire un paio di idee. L’autore è Mark Forsyth e tratta delle librerie e del piacere di non trovare quello che cercavi.

 “Internet accoglie i tuoi desideri e te li risputa addosso, soddisfatti. Fai la ricerca, inserisci le parole che già conosci, le cose che già avevi in mente e la Rete ti restituisce un libro, un’immagine, una voce di Wikipedia. Ma questo è tutto. Le cose che non sai di non sapere le trovi altrove”.

 

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È soltanto parodia

Con questa neve a profusione

Che acconcia, acconcia la mia capigliatura,

Mi si crederebbe, a lume di naso

Bianco finanche sotto l’armatura.

Ebbene, signore e signori,

È soltanto cipria ad ingannare i vostri occhi,

È soltanto commedia,

È soltanto parodia.

È per tentare di fermar del tutto,

L’avanzare del tempo in corsa,

Di persuadere quel vecchio villano,

Che tutto il male è già fatto.

Ma sotto la parrucca ho

I miei capelli veri color del corvo.

Domani non è la vigilia, buon Dio!

Del mio addio.

 

E se ho l’aspetto meno arzillo,

Reggendomi insicuro sulle gambe,

Se cammino pian piano,

Come un senatore lento e solenne,

Che non si dica «è paralizzato»,

Che non si dica «non ne può più».

È soltanto commedia,

È soltanto parodia.

È per addormentare il tempo,

Calcolatore impenitente,

Per confondere tutto, tutto imbrogliare

Nell’ineluttabile clessidra.

In realtà, al contrario di quanto appare,

Come a vent’anni, vo ancora al trotto.

Domani non è la vigilia, buon Dio!

Del mio addio.

 

E se il mio cuor batte meno spesso,

Meno veloce che un tempo,

Se vado a caccia con meno zelo

Di gentili damigelle,

Che non si pensi ch’io sia disincantato

Delle loro carezze, dei loro baci,

È soltanto commedia,

È soltanto una parodia.

Per convincere il tempo abbindolato

Che le mie feste galanti sono terminate,

Che mi ritiro dietro le quinte,

Che non scenderò più in lizza.

Ma io resto un gran gagliardo,

Sempre attivo, sempre malizioso.

Domani non è la vigilia, buon Dio!

Del mio addio.

 

E se mai al cimitero,

Uno di questi giorni, nella terra si portasse,

Somigliandomi da ingannare,

Un qualche tipo di cadavere.

Che non si anneghi il suggeritore

Lasciando il freno ai vostri pianti,

Sarà soltanto commedia,

Sarà soltanto una falsa uscita.

E poi, colpo di scena, quando

Il tempo sarà andato via,

Valutando che la farsa è finita,

Io felicissimo, tutto allegro,

M’esumerò dalla tomba,

Per salutare tra gli applausi.

Domani non è la vigilia, buon Dio!

Del mio addio.

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Programmare

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“Le cose che vanno a finire bene sono per lo più non pianificate; le cose che vanno a finire male sono in genere pianificate” […]

“Il bene è qualcosa che viene lasciato evolvere, il male è qualcosa che si fa: questo è stato il tema dominante della storia.”

Matt Ridley – Domenica Il Sole 24 ore 18/10/15

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