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La favola delle api

Bernard del Mandeville (1670- 1733),  nasce a Dordrecht, presso Rotterdam, appartenente ad un’agiata famiglia e si laurea in medicina nel 1691. Si trasferisce a Londra, dove cura disturbi nervosi e  dello stomaco. Si dedica all’attività letteraria, prima come traduttore, poi come scrittore satirico e polemista. Del 1704 è la prima edizione della sua opera di maggiore successo, che gli procura fama e invettive in patria e che lo ha reso famoso ai posteri: The grumbling hive, or knaves turn’d honest (L’alveare ronzante ovvero i truffatori divenuti onesti). Successivamente, nel 1714, ne cura una nuova edizione che pubblica con il titolo The fable of the bees, or, private vices, publick benefits (La favola delle api, ovvero vizi privati, pubbliche virtù), nella quale inserisce anche un saggio intitolato Ricerca sull’origine della morale ed un ricco apparato di note. La favola delle api, che fruttò all’autore anche noie giudiziarie, rappresenta il tipico esempio dei trattatelli filosofici dell’illuminismo inglese.

Introduzione a “La Favola delle api”   –     “La favola delle api”

 

 

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Baruch Spinoza – Etica

p1010140L’Uomo carnale, oltre che essere agitato in molti modi dalle cause esterne e non arrivar mai a godere di una vera Soddisfazione interiore, vive quasi inconsapevole di sé e di Dio e delle cose, e come cessa di patire cessa anche di essere. Il Saggio invece, in quanto è davvero tale, ben difficilmente incontra cagioni di turbamento interiore; e non cessa mai – per una precisa necessità eterna: ossia perché, in assoluto, la massima parte della sua Mente esiste nell’Eternità – di essere cosciente di sé e di Dio e delle cose; e sempre possiede e gode la vera Soddisfazione interiore o Pace dell’anima. Ora, se la via che ho mostrato condurre a questa condizione di Letizia inalterabile sembra difficilissima, essa però può essere percorsa. Certo deve essere difficile ciò che si vede conseguito così di rado. Se la Salvezza fosse a portata di mano e potesse esser trovata senza una grande fatica, è mai possibile che quasi tutti gli umani rinunciassero a cercarla? Il fatto è che tutte le cose eccellenti sono tanto difficili quanto rare.   Baruch Spinoza L’Etica

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La morte di Ivan Il’ič

 

Bus_TunisLa morte di Ivan Il’ič,  è un racconto di  di Lev Nikolaevič Tolstoj qui è letto da Paolo Nori, è stato  pubblicato per la prima volta nel 1886. È una delle opere più celebrate di Tolstoj, influenzata dalla crisi spirituale dell’autore, che lo porterà a convertirsi al Cristianesimo. Tema centrale della storia è quello dell’uomo di fronte all’inevitabilità della morte.

 

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What Is a Philosopher?

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Sul New York Time del 16 maggio 2010, Simon Critchley non  si chiede che cos’è la filosofia, ma chi è il filosofo. Per argomentare la sua tesi parte da Talete, l’acqua di una pozzanghera e una servetta della Tracia; cita anche Platone,  Aristotele e Mel Brooks.

Simon Critchley insegna filosofia alla School for Social Research a New York, all’Università  Tiburg in Olanda e all’European Graduate School a Saas-Fee in Svizzera.

L’estratto dell’articoloL’intero testoIl filosofo di Mel Brooks

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Intervista a Josè Mujica, Presidente dell’Uruguay

Dal discorso pronunciato a braccio alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile Rio  il 21 giugno 2012.

“Veniamo alla luce per essere felici. Perché la vita è corta e se ne va via rapidamente. E nessun bene vale come la vita, questo è elementare. Ma se la vita mi scappa via, lavorando e lavorando per consumare un plus e la società di consumo è il motore, perché, in definitiva, se si paralizza il consumo, si ferma l’economia, e se si ferma l’economia, appare il fantasma del ristagno per ognuno di noi. Ma questo iper consumo è lo stesso che sta aggredendo il pianeta. I vecchi pensatori – Epicuro, Seneca o finanche gli Aymara – dicevano: povero non è colui che tiene poco, ma colui che necessita tanto e desidera ancora di più e più. Queste cose che dico sono molto elementari: lo sviluppo non può essere contrario alla felicità. Deve essere a favore della felicità umana; dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane, dell’attenzione ai figli, dell’avere amici, dell’avere il giusto, l’elementare. Precisamente. Perché è questo il tesoro più importante che abbiamo: la felicità!”

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Intervista a Hannah Arendt

Il 28 ottobre 1964, Gunter Gaus intervista Hannah Arendt, il video è in tedesco sottotitolato in inglese. La conversazione si sviluppa attorno a temi diversi, si passa dalle differenze tra filosofia e politica al ruolo delle donne che fanno filosofia. Vi sono parti dedicate all’autobiografia: Arendt racconta la sua fuga dalla Germania nel 1933, di come abbia appreso di essere ebrea non dalla famiglia, ma dalle prese in giro dei ragazzi in strada.  Ingegno precoce, Hannah ha letto Kant a 14 anni e  ha trovato correlazioni tra Jaspers e Kierkegaard. Ci parla della sua famiglia, di come in casa discutere dei lusinghieri risultati scolastici fosse considerata una caduta di gusto e l’essere ambiziosi un segno di inferiorità. Descrive inoltre il periodo trascorso a Parigi, impegnata ad aiutare gli esuli ebrei.

Hanna Arendt esprime giudizi taglienti sugli intellettuali, rimarca l’importanza che ha per lei, americana d’adozione, la lingua materna; racconta del suo ritorno in Germania nel 1949. Nel corso dell’intervista (minuti 46:40 – 50:50) c’è una puntigliosa autodifesa a proposito delle sue posizioni sul caso Eichmann.

L’intervista si conclude su un terreno più marcatamente filosofico con citazioni tratte da “La condizione umana”, un tributo a Karl Jaspers, alcune riflessioni sulla mondanità e la riservatezza, sul rischio  dell’azione e le sue ricadute sulla rete delle relazioni e si conclude con l’affermazione dell’importanza della fiducia nell’umanità delle persone.

«Il fatto che l’uomo sia capace d’azione significa che da lui ci si può attendere l’inatteso, che è in grado di compiere ciò che è infinitamente improbabile. E ciò è possibile solo perché ogni uomo è unico e con la nascita di ciascuno viene al mondo qualcosa di nuovo nella sua unicità.» Hannah Arendt, Vita Activa. La condizione umana, 1958.

La banalità del male in pdf

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I miti platonici

Il mito della Biga alata

Il mito di Er (prima parte)

 

Il mito di Er (seconda parte)

 

 

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