Archivi categoria: Filosofia

In Our Time: Marx – Nietzsche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Our Time: Karl Marx

In Our Time: Nietzsche Genealogy

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Kant: l’imperativo categorico

Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo.

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La favola delle api

Bernard del Mandeville (1670- 1733),  nasce a Dordrecht, presso Rotterdam, appartenente ad un’agiata famiglia e si laurea in medicina nel 1691. Si trasferisce a Londra, dove cura disturbi nervosi e  dello stomaco. Si dedica all’attività letteraria, prima come traduttore, poi come scrittore satirico e polemista. Del 1704 è la prima edizione della sua opera di maggiore successo, che gli procura fama e invettive in patria e che lo ha reso famoso ai posteri: The grumbling hive, or knaves turn’d honest (L’alveare ronzante ovvero i truffatori divenuti onesti). Successivamente, nel 1714, ne cura una nuova edizione che pubblica con il titolo The fable of the bees, or, private vices, publick benefits (La favola delle api, ovvero vizi privati, pubbliche virtù), nella quale inserisce anche un saggio intitolato Ricerca sull’origine della morale ed un ricco apparato di note. La favola delle api, che fruttò all’autore anche noie giudiziarie, rappresenta il tipico esempio dei trattatelli filosofici dell’illuminismo inglese.

Introduzione a “La Favola delle api”   –     “La favola delle api”

 

 

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Baruch Spinoza – Etica

p1010140L’Uomo carnale, oltre che essere agitato in molti modi dalle cause esterne e non arrivar mai a godere di una vera Soddisfazione interiore, vive quasi inconsapevole di sé e di Dio e delle cose, e come cessa di patire cessa anche di essere. Il Saggio invece, in quanto è davvero tale, ben difficilmente incontra cagioni di turbamento interiore; e non cessa mai – per una precisa necessità eterna: ossia perché, in assoluto, la massima parte della sua Mente esiste nell’Eternità – di essere cosciente di sé e di Dio e delle cose; e sempre possiede e gode la vera Soddisfazione interiore o Pace dell’anima. Ora, se la via che ho mostrato condurre a questa condizione di Letizia inalterabile sembra difficilissima, essa però può essere percorsa. Certo deve essere difficile ciò che si vede conseguito così di rado. Se la Salvezza fosse a portata di mano e potesse esser trovata senza una grande fatica, è mai possibile che quasi tutti gli umani rinunciassero a cercarla? Il fatto è che tutte le cose eccellenti sono tanto difficili quanto rare.   Baruch Spinoza L’Etica

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La morte di Ivan Il’ič

 

Bus_TunisLa morte di Ivan Il’ič,  è un racconto di  di Lev Nikolaevič Tolstoj qui è letto da Paolo Nori, è stato  pubblicato per la prima volta nel 1886. È una delle opere più celebrate di Tolstoj, influenzata dalla crisi spirituale dell’autore, che lo porterà a convertirsi al Cristianesimo. Tema centrale della storia è quello dell’uomo di fronte all’inevitabilità della morte.

 

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What Is a Philosopher?

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Sul New York Time del 16 maggio 2010, Simon Critchley non  si chiede che cos’è la filosofia, ma chi è il filosofo. Per argomentare la sua tesi parte da Talete, l’acqua di una pozzanghera e una servetta della Tracia; cita anche Platone,  Aristotele e Mel Brooks.

Simon Critchley insegna filosofia alla School for Social Research a New York, all’Università  Tiburg in Olanda e all’European Graduate School a Saas-Fee in Svizzera.

L’estratto dell’articoloL’intero testoIl filosofo di Mel Brooks

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Intervista a Josè Mujica, Presidente dell’Uruguay

Dal discorso pronunciato a braccio alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile Rio  il 21 giugno 2012.

“Veniamo alla luce per essere felici. Perché la vita è corta e se ne va via rapidamente. E nessun bene vale come la vita, questo è elementare. Ma se la vita mi scappa via, lavorando e lavorando per consumare un plus e la società di consumo è il motore, perché, in definitiva, se si paralizza il consumo, si ferma l’economia, e se si ferma l’economia, appare il fantasma del ristagno per ognuno di noi. Ma questo iper consumo è lo stesso che sta aggredendo il pianeta. I vecchi pensatori – Epicuro, Seneca o finanche gli Aymara – dicevano: povero non è colui che tiene poco, ma colui che necessita tanto e desidera ancora di più e più. Queste cose che dico sono molto elementari: lo sviluppo non può essere contrario alla felicità. Deve essere a favore della felicità umana; dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane, dell’attenzione ai figli, dell’avere amici, dell’avere il giusto, l’elementare. Precisamente. Perché è questo il tesoro più importante che abbiamo: la felicità!”

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