Intervista a Hannah Arendt

Il 28 ottobre 1964, Gunter Gaus intervista Hannah Arendt, il video è in tedesco sottotitolato in inglese. La conversazione si sviluppa attorno a temi diversi, si passa dalle differenze tra filosofia e politica al ruolo delle donne che fanno filosofia. Vi sono parti dedicate all’autobiografia: Arendt racconta la sua fuga dalla Germania nel 1933, di come abbia appreso di essere ebrea non dalla famiglia, ma dalle prese in giro dei ragazzi in strada.  Ingegno precoce, Hannah ha letto Kant a 14 anni e  ha trovato correlazioni tra Jaspers e Kierkegaard. Ci parla della sua famiglia, di come in casa discutere dei lusinghieri risultati scolastici fosse considerata una caduta di gusto e l’essere ambiziosi un segno di inferiorità. Descrive inoltre il periodo trascorso a Parigi, impegnata ad aiutare gli esuli ebrei.

Hanna Arendt esprime giudizi taglienti sugli intellettuali, rimarca l’importanza che ha per lei, americana d’adozione, la lingua materna; racconta del suo ritorno in Germania nel 1949. Nel corso dell’intervista (minuti 46:40 – 50:50) c’è una puntigliosa autodifesa a proposito delle sue posizioni sul caso Eichmann.

L’intervista si conclude su un terreno più marcatamente filosofico con citazioni tratte da “La condizione umana”, un tributo a Karl Jaspers, alcune riflessioni sulla mondanità e la riservatezza, sul rischio  dell’azione e le sue ricadute sulla rete delle relazioni e si conclude con l’affermazione dell’importanza della fiducia nell’umanità delle persone.

«Il fatto che l’uomo sia capace d’azione significa che da lui ci si può attendere l’inatteso, che è in grado di compiere ciò che è infinitamente improbabile. E ciò è possibile solo perché ogni uomo è unico e con la nascita di ciascuno viene al mondo qualcosa di nuovo nella sua unicità.» Hannah Arendt, Vita Activa. La condizione umana, 1958.

La banalità del male in pdf

1 Commento

Archiviato in Filosofia, Flaneur

Una risposta a “Intervista a Hannah Arendt

  1. martina

    Credo, che le cose che buttino all occhio è che la donna parli Tedesco …una lingua purtroppo obbligata a parlare negli anni ,e credo anche sopportare il peso degli insulti di quella lingua , la quantita di sigarette che so fuma durante l intervista é abbastanza evidence come diceva lei Prof ….e poi non si definisce filosofa …buona domenica uggiosa 😉

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