Mal di scuola digitale

Bacon Self Portrait by retorta_net

Molti scrivono di scuola e digitalizzazione, il più delle volte nei giornali si leggono  concetti già noti che si limitano a sostenere  o la tesi degli apocalittici o quella degli integrati. Il filosofo Roberto Casati (già presente in questo blog con altri contributi) , invece,  è tra coloro che analizzano il “colonialismo digitale”  senza preconcetti e invocano il principio di precauzione. Le sue considerazioni prendono spunto da un volume di Marco Gui; “Uso di internet e livelli di apprendimento” basato sui dati Ocse PISA 2009.  

[…] Uno studio recente di Marco Gui del l’Università di Milano Bicocca fa il punto su un esempio tra i tanti, il rapporto tra la frequenza d’uso dei media digitali e i livelli di apprendimento, andando a scavare nei dati del sesto volume del rapporto Pisa Ocse 2011, che coprono una popolazione di 450mila studenti quindicenni da 65 Paesi. L’analisi di Gui è quantomai interessante: le nuove tecnologie si associano positivamente all’apprendimento fintantoché se ne fa un uso modico. Non appena le tecnologie diventano invasive e colonizzano il tempo, il rendimento scende, a livelli inferiori a quelli che si hanno senza tecnologie. Vale la pena di fare un’osservazione metodologica: si tratta di associazioni e non di rapporti direttamente causali, per il momento, dato che l’identificazione di questi ultimi necessiterebbe di studi sperimentali. Tuttavia è più che abbastanza per farci venire il sospetto (il rapporto Pisa vede gli stessi dati, ma è più elusivo sulle conclusioni). Gli unici vantaggi (minimi) si hanno per quella che il rapporto Pisa chiama subdolamente «lettura digitale», un altro dei termini dalla semantica dubbia che fanno la gioia dei colonialisti, e che io renderei piuttosto con «spippolamento». A guardare da vicino, la «lettura digitale» è l’abilità di andare in giro per ipertesti, fare copia e incolla, cliccare per dire «mi piace» e cose simili. Ci sarebbe da stupirsi se almeno queste “competenze” non migliorassero almeno un po’ con un uso accanito del computer, e comunque a usarlo troppo anche queste regrediscono! Ma il punto principale è che le altre competenze, ben più serie: lettura, matematica e scienze, ne soffrono.
Assai impressionante è soprattutto il fatto che il rendimento scende molto di più se a essere colonizzato non è il tempo extrascolatico, ma quello scolastico. E’ come se la scuola offrisse un baluardo all’erosione mentale prodotta dalle nuove tecnologie, e una volta il baluardo caduto, nulla potesse fermare l’erosione.
Roberto Casati
– da il Domenicale n° 128 del 12 maggio 2013

LEGGI IL RESTO DELL’ARTICOLO

Lascia un commento

Archiviato in Articolo, New Media, Scuola

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...