Addio scrutinio salmodiato

Larry Towel by gtorte

A scuola l’epifania dell’elettronica passa per la porta della segreteria. Le iscrizioni sono “on line”, i programmi sono inviati via e-mail e infine anche lo scrutinio è diventato elettronico. Insomma, l’informatica è dappertutto, tranne dove dovrebbe essere: nelle aule per essere studiata sotto il profilo della cultura di cui è portatrice. Pazienza, così va il mondo, ma per la scuola, quella vera fatta di studio e di riflessione, non è un bel segnale.

Ma non è di questo che tratta questo post. Qui si celebra la fine dello scrutinio salmodiato. Per chi non è esperto di pratiche valutative, lo scrutinio nei licei era, sino all’anno scorso, una litania lenta di voti e di assenze dettate.

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11 commenti

Archiviato in Flaneur, Scuola

11 risposte a “Addio scrutinio salmodiato

  1. Boh. Noi lo facciamo oramai da quattro anni. E ti assicuro che la serietà, il grado di parole, attenzione, discussioni, pause, chiacchiere umane in uno scrutinio dipende dalla serietà delle persone coinvolte. Esattamente come prima.

    • Per noi è una novità, perciò mi avvalgo dello sguardo pulito che sì ha nella fase del principiante. I riti hanno un valore che non coincide con la razionalità, ma forse proprio per questo sono indispensabili all’identità di un gruppo. Oggi l’efficienza, abbinata alla velocità, è considerata un valore positivo e io non credo che ciò sia sempre vero. Talvolta è meglio sceglere la strada più lunga o navigare a vela invece che a motore per arrivare. Io vivo con fastidio l’intrusione dell’informatica nelle pratiche burocratiche della scuola: prendi a esempio i voti on line, l’mmediatezza del “tempo reale” impedisce di raggiungere la giusta distanza per giudicare le cose con distacco. E non parliamo poi delle assenze comunicate ai genitori tramite sms o e-mail, chi si occupa di educazione sa che l’eccesso di controllo rallenta la maturazione dei ragazzi e pure quella degli adulti.

  2. Dipende dal bravo DS e dalla coscienza degli insegnanti. Io vivo con molto più fastidio la persistenza delle pessime persone, non adatte al ruolo. L’informatica è un mezzo, non un fine. I miei scrutini, ti assicuro, durano quanto e più di quelli salmodiati, anche perché per esempio il nostro DS dopo la prima volta in cui è stato usato ha convocato un collegio di autocoscienza proprio per rifletterci sopra. Per esempio noi siamo invitati a mettere molti mezzi voti, e questo ridà molto tempo per studiare il tabellone e parlare dei perché e dei per come. Con il risultato, anzi, che il tempo su cui discutiamo degli alunni è raddoppiato, perché è TUTTO il tempo dello scrutinio, compreso quello prima preso delle pratiche da copisti.
    Stessa cosa per le assenze online: ancora nella mia scuola non ci sono, ma nella nostra scuola c’è l’obbligo di comunicare note, e assenze per telefono, specie al biennio. Oppure per mail. Questo crea un legame speciale tra famiglie e coordinatore che, ti assicuro, non ha mai rallentato la maturazione di nessuno. Anzi. E’ servita a tutti noi per prendere coscienza e imparare cose nuove.

    • Il fatto che il vostro DS abbia (credo saggiamente) sentito l’esigenza di riflettere è un segno che non si tratta solo un cambiamento strumentale, ma che esso va a incidere sull’essenza dello scrutinio. So bene che l’informatizzazione è un processo inevitabile e talvolta necessario, ciò che temo è proprio l’adesione acritica a certre pratiche, senza la necessaria consapevolezza che “il medium è il messaggio”. Il vecchio McLuhan (l’ho inserito da tempo in programma, a cui associo lo studio del testo che trovi qui) dice che “I binari non portano solo il treno, ma anche la cultura della ferrovia”.
      Sulle assenze: mi pare che oggi ci sia un eccesso di controllo degli adulti a discapito dell’esperienza che si fonda anche sulla possibilità di sbagliare. A scuola ci siamo noi docenti, a casa i genitori, i nonni, gli zii, … le banche dati che si incrociano, … informati all’istante… mamma mia, se ci penso apro la finestra perché mi manca l’aria. Credo che, quando sarà il momento, farò obiezione di coscienza su questo punto.

  3. Chiaro, non si può spiegare il cambio di immaginario, senza McLuhan – però resta il fatto che il treno è stato uno delle rivoluzioni della modernità, e che la cultura della ferrovia è fondamentale.
    Certo che si deve riflettere sulle cose: resta il fatto che io vedo che, carta, penna, calamaio o tablet, il problema resta nel manico, cioè gli insegnanti. Se ci sono persone capaci e disponibili, stai sicuro che puoi fare scrutini meditati anche con la sola forza del pensiero. Se non ci sono (e troppo spesso a scuola NON ci sono, per motivi di reclutamento deliranti che datano alle liste di collocamento e ai doppi canali), chiunque ti dirà che deve andare a casa a badare ai figli, a fare la salsa, a fare un altro lavoro, e non fare niente anche in piena salmodia.

  4. Loretta

    Scusate se mi inserisco, ma lo scambio di battute era troppo irresistibile e interessante per non partecipare. Mi giunge spontanea una riflessione a questo punto: ma se siamo tutti d’accordo sul fatto che in fondo sono gli insegnanti in gamba a dettare davvero le regole del gioco, e se siamo anche tutti d’accordo sulla questione che è sempre bene riflettere e a lungo (e a quanto pare lo si continua a fare) prima di prendere decisioni avventate…era davvero così indispensabile ricorrere all’informatizzazione degli scrutini? 🙂

    • Ovviamente il proprietario del blog e io dissentiamo su questo. Uso la sua immagine: se siamo tutti d’accordo che i binari non portano solo il treno ma anche la ferrovia, e dunque che è necessario riflettere sulle conseguenze che sarà far viaggiare non solo uno, dieci cento convogli su quelle traversine, allora non valeva la pena di restare in carrozza?!
      La mia risposta è no. Perché – se sei attento (non illudiamoci, mediamente a scuola non lo si è perché la metà della gente sta lì per caso) – non si vede perché, se uno scrutinio vecchia maniera prevede (penso per esempio da noi, tecnico superiore) due ore a classe per essere discusso, nel sistema salmodiante di queste due ore quasi una va sola per attività di copisteria e una per la discussione. Con il nuovo sistema, invece (con il quale peraltro si risparmia un sacco di carta, perché c’è solo la copia della pagelle e il quadro, senza libri e libroni e faldoni), 20 minuti se ne vanno in procedure informatiche, un’ora e quaranta nella discussione.
      Per tacer del fatto che poter inserire i voti simultaneamente da postazioni diverse ti risparmia la coda al librone prima per esempio. Oppure che le applicate di segreteria se qualcuno chiede una copia della pagella o di altri certificati/estratti/storia di formazione dell’alunno la possono ottenere dal computer e non andando a compulsare un polveroso archivio, con discreto vantaggio per il loro lavoro e per quello di cui hanno bisogno famiglie e insegnanti.
      Io francamente non vedo come l’idealizzazione di una burocrazia d’antan possa migliorare il servizio se non migliora chi quel servizio lo fa. E, a parità di qualità di persone, non vedo proprio perché rinunciare al WC perché il pitale faceva tanto mélo.

  5. roberta

    Lo scrutinio informatizzato sarà anche più funzionale da certi punti di vista, e questo lo si vedrà con il tempo. Al momento però, da noi, sono uscite soltanto pile di errori nelle nuove pagelle… E comunque, chi ci ripaga della litania perduta? Resto anche io dell’idea che alcune cose vadano mantenute nella loro “lentezza”, non per nostalgia fine a sé stessa ma per gli effetti positivi, che bene ricorda Giulio, del procedere corale, lento e cadenzato..

  6. Loretta

    Ti ringrazio caro/a Povna per la disquisizione dettagliata sullo svolgimento degli scrutini (che svolgo da decenni in tutte le forme), ma anche io appartengo alla schiera degli esordienti (esattamente come “il proprietario del blog”… 🙂 ) per cui resto per ora con i miei ragionevoli e umanissimi dubbi. Sempre pronta ad ammettere di aver sbagliato, comunque…

    • Mai pensato che non avessi fatto scrutini, basta leggere per capirlo, spiegavo che cosa fosse successo da noi, dove non mi pare tu fossi presente, tutto lì.
      Ma ho capito che esprimere entusiasmo e/o convinzione per una pratica di metodo, e dubbi nel merito del corpo insegnante porta a farsi dare dell’irragionevole e disumana per proprietà transitiva.
      Mi scuso per l’ingerenza, non capiterà più.

      (Ah. Sono femmina, così per precisione).

      • Schoolstorming

        Sono io che mi scuso, non era certo mia intenzione applicare la proprietà transitiva su di te e non penso di averti dato dell’irragionevole e della disumana! Per quanto riguarda l’entusiasmo, vorrei dirti che io sono una delle prime entusiaste convinte, diciamo che dopo anni di fregature in campo scolastico non mi sento di applicare tanta gioia in certe novità…Forse perché, proprio come te, nutro non pochi dubbi riguardo a ciò che potrebbero farne diversi colleghi. Ti prego di continuare a “ingerire”, quindi, non era affatto mia intenzione offendere nessuno! Loretta

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