Demografia: speranza di vita più alta, ma non per tutti

98th Liege-Bastogne-Liege by gtorte

… I cittadini dei paesi ricchi sono convinti che l’allunga- mento della vita sia un progresso acquisito ed irrever- sibile. … Ma nulla è irreversibile, e anche la buona longevità può essere messa in crisi per motivi economici, politici e anche biologici. … Il costo della salute sta rapidamente crescendo ovunque. … Gli Stati Uniti non brillano nelle graduatorie mondiali della salute, nonostante l’alta spesa sanitaria, gli eccellenti livelli della ricerca, i centri avanzatissimi di cura. … Se si assume come indicatore la speranza di vita alla nascita, oggi si situano in coda alla graduatoria dei paesi sviluppati. … “Ci sono due Americhe” divise, oggi, più dalla barriera socio-economica che da quella razziale. … Tra le cause prime della pessima performance della sopravvivenza vengono costantemente citate l’eccesso di assunzione di farmaci; l’obesità crescente; l’alta proporzione delle fumatrici tra le donne meno istruite; l’aumento delle persone sprovviste di assicurazione sanitaria tra le persone con minori mezzi finanziari. … Le ricerche mettono sull’avviso che la buona sopravvivenza richiede una maggiore coesione sociale e una istruzione migliore, più diffusa, e continua nel ciclo di vita.

Massimo Livi Bacci – 31/10/2012

Leggi l’articolo

7 commenti

Archiviato in Demografia, Educazione

7 risposte a “Demografia: speranza di vita più alta, ma non per tutti

  1. Loretta

    Siamo messi bene: leggendo questo articolo e pensando al nostro Bel Paese mi verrebbe da concludere che la popolazione italiana è destinata a non invecchiare mai…e non grazie a qualche potente elisir di lunga vita!

    • La crisi economica non è solo lo spread che aumenta e le percentuali delle rendite azionarie in calo, dietro i numeri ci sono delle persone reali e la loro vita, c’è una società in cui si approfondiscono le differenze tra chi ha i mezzi e chi non ce li ha e dunque un tessuto sociale che si logora. Oggi la salute per tutti, l’istruzione gratuita, lo stato sociale vacillano e le conseguenze ce le spiega la demografia con i grandi numeri: per i non garantiti significa minore speranza di vita.

  2. Loretta

    A proposito di coesione sociale e di chi sta bene e chi no, sentite questa storia che ho letto oggi in rete…

    Un antropologo propose un gioco ad alcuni bambini di una tribù africana. Mise un cesto di frutta vicino ad un albero e disse ai bambini che chi fosse arrivato prima avrebbe vinto tutta la frutta.
    Quando gli fu dato il segnale per partire, tutti i bambini si presero per mano e si misero a correre insieme, dopodiché, una volta preso il cesto, si sedettero e si godettero insieme il premio.
    Quando fu chiesto ai bambini perché avessero voluto correre insieme, visto che uno solo avrebbe potuto prendersi tutta la frutta, risposero “UBUNTU: come potrebbe uno essere felice se tutti gli altri sono tristi?”
    UBUNTU, nella cultura africana sub-sahariana, vuol dire: “Io sono perché noi siamo”.
    Forse la cultura africana potrebbe insegnarci molto…

    • roberta

      Concordo pienamente Loretta!
      Anche su un altro punto accennato nell’articolo – che si collega comunque a quello che hai scritto – volevo soffermarmi: l’eccesso di medicalizzazione nelle nostre società cosiddette “avanzate”. Prendo ad esempio uno degli ultimi numeri di “Nature”, che abbiamo discusso in 5C: un enterologo statunitense dimostra come questi eccessi – anche nella pulizia e nella perdita del contatto con la terra – abbiano impoverito e privato la flora batterica intestinale di commensali importanti, come alcuni elmintoidi (vermi) con cui le popolazioni umane convivono (o convivevano) da tempi immemorabili (e ora le date si possono anche stimare). La mancanza di questa componente sembra strettamente correlata all’aumento – che si riscontra nel mondo occidentale – delle malattie autoimmuni (artriti reumatoidi, morbo di Crohn, ecc.). Tanto che si sta procedendo a somministrare ai pazienti in forma di pillole le uova di questi elmintoidi perchè si re-impiantino nell’intestino… Tutto detto!
      P.S. per approfondimenti si può chiedere a Lorenzo Luzi (5C) che lo ha esposto in classe..

      • Ogni tanto sui giornali filtra un po’ di controinformazione, ecco un articolo apparso sul Corriere nel 2010 a proposito dell’eccesso di igiene.

        LA STORIA LEARCO SANDI, TITOLARE DELLA RIVENDITA DI VIA NOVARA. «IL 70% DELLE PATOLOGIE DELLA PELLE DIPENDONO DA PRODOTTI TROPPO AGGRESSIVI»

        «Io, farmacista, da 32 anni dico che il sapone fa male»

        Per lavarsi usa soltanto acqua: così evito le dermatiti

        «Vede queste mani? Da 32 anni non toccano il sapone. Solo acqua». Sono mani pulite, morbide, e la curiosa affermazione non esce da un integralista ecologico, bensì da un pacato farmacista e biologo di 78 anni, che da tempo ha dichiarato guerra a saponi e detergenti sulla base di ricerche ed esperienze quotidiane. Per conoscere la filosofia del dottor Learco Sandi, basta recarsi nella sua farmacia Melozzo da Forlì, in via Novara 3. Fra i pochi ancora dediti alla preparazione dei galenici, Sandi mostra con orgoglio il suo moderno laboratorio e, aperto un uscio, la stanza-museo dove mobilio, vasellame, flaconi ambrati e bilance in ottone raccontano fedelmente l’ ambiente degli speziali di fine Ottocento. «Non sono un naturista tuot-court – spiega il farmacista – e se per la pulizia del corpo raccomando la sola acqua, o talvolta pochissimo detergente, è perché l’ effetto benefico l’ ho sperimentato sulla mia… pelle. E naturalmente su quella degli altri». Ma come dimostra scientificamente questo apparente controsenso igienico? «Il nostro organismo – continua Sandi – produce una notevole quantità di secrezioni, che di per sé sono inodore. Poi i germi patogeni della cute metabolizzano tali secrezioni rendendole volatili e maleodoranti. Qui intervengono però i nostri germi non-patogeni, quelli buoni, insomma l’ autodifesa del nostro corpo, e debellano i patogeni. Se noi utilizziamo saponi, detergenti o prodotti a base alcoolica, questi distruggono i batteri, in particolar modo quelli “buoni”, impedendo così la loro azione protettrice». Una dipendente di Sandi era demoralizzata per una traspirazione tanto insopportabile da infastidire persino i colleghi, ma nessun dermatologo fu in grado di risolverle il problema. «Quando ascoltò il mio consiglio di lavarsi spesso e con sola acqua, ogni cattivo odore scomparve. Potrei citare decine e decine di altri casi risolti nell’ ambito della mia clientela, compresi alcuni eritemi da sole sopraggiunti per il vezzo di asportare dalla cute le cellule morte. Ma le cellule morte sono quelle che ci proteggono dagli agenti aggressivi esterni». Suggerendo le sole “chiare, fresche e dolci acque” lei si farà nemici i dermatologi e produttori di saponi e detergenti… «Guardi, la mia convinzione, e non solo mia – afferma il professionista mostrando articoli di giornali e settimanali che stigmatizzano la eccessiva detersione del corpo – è che il settanta per cento delle patologie dermatologiche non esisterebbe se non si insistesse con l’ uso di saponi e bagni schiuma aggressivi». Gli diede ragione anche il presidente di un’ associazione che raccoglie oltre duemila dermatologi, ma poi aggiunse che non poteva andare contro sé stesso. Tensioattivi solfonati, esaclorofene e affini sono dunque dannosi e, spiega Sandi, «molte forme di asma, vengono provocate dalla aerosolizzazione di detergenti e detersivi: ad esempio con uno schiumoso bagno, lavando l’ auto, le stoviglie…». E il farmacista di via Novara, già appassionato editorialista e consulente di riviste come “Panorama Farmaceutico” e “L’ informatore farmaceutico”, ha in bozza un libello pronto a spiegare scientificamente l’ autolesionismo degli smodati consumatori di shampoo, bagnischiuma, detergenti e saponi. Tuttavia, annota scuotendo il capo, «chi vuole che me lo pubblichi? Andrebbe contro troppi interessi commerciali. Eppure la comunità scientifica dovrebbe prestare a questi fenomeni un’ attenzione pari al tabagismo. Le dirò di più: un giorno si arriverà anche a provare che l’ uso di detersivi e detergenti può, ovviamente nei soggetti predisposti, generare forme tumorali».

        Daniele Carozzi – (4 agosto 2010) – Corriere della Sera – Pagina 4

      • Hai il testo dell’articolo di “Nature”, potremmo pubblicarlo su Schoolstorming,? 🙂

  3. roberta

    Utile anche questo articolo sul Corriere del 2010!
    Quanto a “Nature” 2012, sarebbe interessante pubblicarlo su Schoolstorming ma non credo si possa fare. Io ho la rivista cartacea, e questo è l’archivio on-line dove si trova il pezzo sul “ritorno ai vermi”:
    http://www.nature.com/nature/journal/v491/n7423/index.html
    ma per accedere alla lettura occorre pagare..
    PS mi ero sbagliata non è un articolo ma un “comment”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...