Dire a una sconosciuta che è bella

Beuys und Steiner treffen in Melbourne die Kultur der Aborigines by Matthias Henzler

Non l’avete mai vista. Il caso ve l’ha fatta incontrare oggi o al ristorante o in treno o al caffè o mentre attraversate la strada. E’ raggiante, allegra, perfetta. La sua sola presenza vi rassicura. Tra qualche minuto, se non tra qualche secondo, sparirà alla vostra vista e non la rivedrete mai più. Ma che importa. Siete colmi di gratitudine per quella breve apparizione. Avete voglia di ringraziarla perché esiste, dirle che è bella e che la sua bellezza vi riscalda il cuore.
Ma non si fa. Rischiate di essere fraintesi. Crederà che vogliate adescarla. Eppure la vostra gratitudine è sincera. Se è in compagnia di un altro, rischiate di essere presi per un osceno provocatore, un tipo da prendere a schiaffi.
Nonostante tutto provate ad osare. Questione di stile e di sincerità. Avete più da guadagnarci che da perderci. Guadagnarci che cosa? Il piacere di dire quello che pensate. Non si può ringraziare un paesaggio, un cielo, una roccia, un fiore o un uccello per la gioia che la loro contemplazione procura. Non possono sapere nulla del moto di riconoscenza che suscitano. Sono indifferenti al giudizio dell’uomo.
Poi vedete voi che cosa fare. Una probabile alzata di spalle potrebbe tuttavia rivelare un deplorevole deterioramento dei rapporti umani.

Roger-Pol Droit – Piccola filosofia portatile – 101 esperimenti di pensiero quotidiano- Rizzoli 2001

8 commenti

Archiviato in Filosofia, Flaneur

8 risposte a “Dire a una sconosciuta che è bella

  1. roberta

    Non entro nel merito, almeno per ora, perchè mi pare un esperimento rivolto in prima battuta agli uomini, però mi piace molto l’immagine aborigena e vorrei sapere che cos’è (non capisco il tedesco…), grazie in anticipo!

    • Siamo soliti associare l’essere sinceri alla battuta graffiante, all’atteggiamento ruvido di chi senza infingimenti dice pane al pane e vino al vino. La sincerità, in definitiva, consiste nell’atteggiamento aggressivo che trae piacere dall’abbassamento dell’altro. Dire a una sconosciuta che è bella è un gesto delicato e molto coraggioso, infatti si tratta di infrangere le convenzioni e di correre il rischio di essere “presi a schiaffi” con il solo fine di dare voce al proprio sentire e di ringraziare una donna per le emozioni fuggevoli che ci ha regalato. Ecco, una cosa del genere, se si ha il coraggio di farla, è un gesto poetico che illumina l’intera nostra giornata e quella di una sconosciuta che difficilmente la dimenticherà. Il libro è stato scritto da un uomo, ma se immaginiamo una donna che avvicini uno sconosciuto per dirgli che è bello…. beh, in tal caso non si tratta di coraggio, ma di temerarietà, lo riconosco :-).
      La foto ritrae un’opera tratta da una Raccolta Sacra del LIVING MUSEUM OF THE WEST in MELBOURNE/AUSTRALIA. Le opere sono il frutto del lavoro di un gruppo di giovani artisti internazionali ispirati da MANDY, un artista aborigeno, sotto la guida dell’architetto e scultore Johannes MATTHIESSEN usando disegni tradizionali degli aborigeni associati con il pensiero di RUDOLF STEINER e di JOSEPH BEUYS.

  2. roberta

    Purtroppo non riesco a vedere il contributo di Gabriella. Nel frattempo ringrazio Giulio per i dettagli sull’immagine, che continuo a trovare davvero bella (una foglia aborigena?). Sul resto concordo pienamente, coraggio e poesia!

  3. Loretta

    …e temerarietà, cara Roberta! 😉

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