Luigi Einaudi sul Corriere della Sera del 1913

“SCUOLA EDUCATIVA O SCUOLA CALEIDOSCOPIO?”
(A proposito del disegno di legge Credaro, 1911)

Monumenta - Daniel Buren by just_jeanette

“… A me sembra che 18 ore di lezione alla settimana sia il massimo che possa fare un insegnante, il quale voglia far scuola sul serio, e quindi prepararsi alla lezione e correggere i compiti coscienzio- samente ed attendere ai gabinetti di fìsica o chimica; il quale, sopra tutto, voglia studiare. Se il legislatore voleva davvero provvedere al bene della scuola doveva aumentare gli stipendi, come fece; ma insieme vietare in modo assoluto agli insegnanti di far lezione oltre le 18 ore settimanali in istituti sì pubblici che privati; non solo, ma doveva proibire assolutamente di dare ripetizioni private a scolari proprii od altrui.
Meglio costringere all’ozio assoluto l’insegnante protervo nel non voler prendere un libro in mano, che costringerlo o permettergli di sfibrarsi in un lavoro di vociferazione, che può essere giudicato leggero solo da chi non ha l’abitudine dell’insegnamento …”.

Luigi Einaudi

2 commenti

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2 risposte a “Luigi Einaudi sul Corriere della Sera del 1913

  1. La mia professoressa di Psicologia Sociale, ripetendosi ad ogni lezione, ci domanda “dove siete”, “in che modo voi vivete i vostri giorni sognando una società migliore”, “che cosa fate in seno a ciò”?
    Io rifletto e mi domando dove sia il nostro sentimento di nazione, di popolo che condivide una cultura così vasta e originale; cultura che si è sempre rivelata un polmone per l’ossigeno della conoscenza di tutti. Non vedo questa coscienza perché le piazze sono vuote, o qualcuna è piena qualcun’altra è vuota. Credo che dovremmo riempire ogni piazza importante di Italia, vecchi, giovani, donne e bambini; tutti dovremmo essere in piazza a esigere un nostro diritto fondamentale: votare la nostra politica, cambiare un Porcellum in qualcosa che assomigli più ad un Unicornum, un Leonum, qualcosa di più alto nella scala ananimale, fantastica o reale che sia.
    Siamo supini e inermi di fronte ai nostri tecnici, che di buono hanno fatto, ma che di male continuano a fare. Rigore e austerità vs crescita e sviluppo. Devono riparare, sì, allo sporco di vent’anni di berlusconismo, ma stanno massacrando il cittadino che tutto ciò che ha è la vita è un diritto al lavoro, un lavoro che però non rubi la vita ma che la garantisca. Mi fermo.
    Dovremmo essere tutti insieme, in piazza, a gridare guerra al Palatium romano.

  2. Loretta

    1913 eh…Non ho parole! Ben detto Escunibo, dobbiamo riprenderci ciò che è nostro, innanzitutto la nostra voglia di vivere in maniera dignitosa e libera.

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