Tema: come sarà il futuro?

L’anno è circa il 1960, la ragazzina di una classe elementare norvegese legge il suo compito. Svolgimento: nel futuro ci saranno telefoni così piccoli che potremo metterceli in tasca e portarli con noi ovunque, dentro ci sarà un grammofono e migliaia di canzoni arriveranno attraverso l’aria, si potrà vedere la tv, si potranno fare filmati e registrare suoni. A queste parole, i compagni ridono a crepapelle, la maestra la porta dal preside che, preoccupato, consulta il dottore che a sua vota chiama in causa lo psichiatra. La bambina imperterrita continua a vaneggiare, i genitori disperati singhiozzano, forse loro immaginano i costi delle ricariche. Questa pubblicità riesce  là dove molti libri di sociologia falliscono: fa capire quanto vertiginoso sia stato il progresso e quanto fosse difficile immaginarlo così come si è presentato.

9 commenti

Archiviato in Comunicazione, New Media, Sociologia

9 risposte a “Tema: come sarà il futuro?

  1. Schoolstorming

    Incredibile e verissimo! Attendiamo un’altra pubblicità per sapere cosa ci riserva il futuro…Ciao Collega! 🙂

  2. Schoolstorming

    Grazie Collega,
    nei ’60 immaginavano il 2000 pieno di macchine volanti, bolle trasparenti in cui gli uomini avrebbero vissuto nello spazio, robot per riassettare le abitazioni, tutte cose che non si sono realizzate. Segno che, per dirla con Niels Bohr, “Prediction is very difficult, especially about the future”.
    Guarda questo filmato della metà degli anni ’60 🙂

  3. Schoolstorming

    :-))…Che marchingegni! Beh…i robot che riassettano le abitazioni sono arrivati, anche se non proprio in tal guisa…

    😉

  4. un visionario è sempre poco “adattato” (le lacrime dei genitori sono purtroppo sagge); cio che rattrista di questa pubblicità è però il momento storico che fotografa in cui al genio non resta che vagheggiare gadget.

    • Infatti, più che il genio visonario a me fa impressione la scuola d’oggi che da quella che si vede nel filmato non è cambiata gran che, ammettiamolo. Pochi insegnanti coraggiosi navigano controvento di bolina cercando di fare emergere ciò che è già presente nelle aule nelle tasche dei nostri allievi. Non è facile, ma è necessario farlo.

      • è vero, ma sono sempre più convinta che non sia il male peggiore. Pensa a quando si materializzerà il sogno di Profumo: diventeremo “direttori d’orchestra”, cioè funzionari chiamati a erogare, su piattaforme digitali, contenuti prodotti da altri (gli editori), a ragazzi che poi valuteremo con test ugualmente elaborati altrove (INVALSI). Di bello ci resterà il registro elettronico, sarà un incubo, ma tanto avveniristico ..

  5. Grazie dei filmati Gabriella, ora che abbiamo queste meraviglie che cosa ne facciamo? Il progresso corre più veloce della cultura, che è ciò rende umana la tecnica. Oltre la meraviglia serve il pensiero.

  6. appunto 🙂 la scuola serve per quello, tutto il resto può attendere.

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