Nietzsche in un flipper tra poesia e film

La filosofia nasce dal dialogo, ma il logos vola e ciò che  resta dei pensatori del passato sono solo i testi scritti. E così la filosofia è stata confinata tra le pagine dei libri. Alcuni autori hanno tentato di allentare i vincoli che imprigionano  il pensiero alla forma del trattato scrivendo dialoghi, o ragionando attraverso i miti, o inventando  mondi immaginari. Uno degli autori più originali, e non solo nell’espressione, è Nietzsche: egli usa una scrittura breve che procede per lampi immaginifici.
La filosofia non ama i confini di forma e di genere, si esprime al meglio quando si declina in modi originali. Qui proponiamo la poesia di Gottfried Benn  dedicata al Nietzsche di Torino che dà segni di una follia che non gli lascia scampo ed esplode il giorno in cui, si dice, per strada abbraccia il collo di un cavallo bastonato dal suo padrone.
Come la pallina in un flipper, la filosofia rimbalza e si trasforma in poesia e la poesia in cinema e il cinema può tradursi in pensiero in un andamento circolare che toglie il gesso alle idee e fa filtrare l’aria di cui hanno bisogno per respirare e parlarci.                      

1 Commento

Archiviato in Cinema, Filosofia, Flaneur, Poesia

Una risposta a “Nietzsche in un flipper tra poesia e film

  1. Questo ritorno ad un pezzo di vita passata di Nietzsche mi ha riportato all’emozione che provai leggendo, tra i racconti de “La sorella di Freud”, la madre che, dopo un suo cedimento emotivo durante una passeggiata in un parco, gli disse: “Non piangere Friedrich, non piangere..”
    Allora è anche e specialmente qui il valore della cultura: trovarsi ad avere a che fare in un libro con un personaggio potente ma fragile com’era lui, conoscendo, seppur in maniera non tanto approfondita il frutto del suo pensiero, e nell’immagine proposta dallo scrittore essere attraversati da un brivido la cui natura è semplice: l’emozione suscitata dall’incontro di un attimo reale e “quotidiano” della vita di un grande pensatore. Quell’emozione mi fece rendere conto attraverso una sensazione corporea che Nietzsche è esistito davvero; era un uomo in carne ed ossa e anche lui camminava nei parchi. Mica roba da poco…

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