Papalagi: il relativismo culturale (testo in pdf)

papalagi by gtorte
  La civiltà europea vista con gli occhi di un capo samoano ci fornisce un punto di vista stilmolante per osservare noi stessi. Sebbene non vi siano certezze sull’autore di questo testo presentato nel 1920 da Erich Scheurmann, le pagine del libro offrono l’occasione di riflettere su temi quali il denaro e il tempo.
DISCORSO DEL CAPO TUIAVII DI TIAVEA DELLE ISOLE SAMOA

8 commenti

Archiviato in Antropologia, Flaneur, Materiali

8 risposte a “Papalagi: il relativismo culturale (testo in pdf)

  1. Rafffaella

    Da anni faccio leggere ai miei studenti questo testo e lo trovo sempre attuale e coinvolgente per i temi che ci propone.

    • Schoolstorming

      Sono d’accordo, anche io lo propongo ai miei, è un testo in apparenza semplice, ma se si invitano i ragazzi a riflettere e approfondire le tematiche che propone offre spunti molto interessanti.

  2. Al di là che sia effettivamente stato scritto da Tuiavii, è una buona descrizione etnografica della popolazione europea ed è molto istruttivo soprattutto per guardare a noi stessi come gli “Altri”. Il nostro sistema formativo (che poi deriva da un sistema di pensiero economico già eurocentrico), lascia in realtà poco spazio per pensare all’alterità come una ricchezza. In parole povere, non passa l’idea che è bene mettersi nei panni dei persone diverse da noi. Ascoltare come gli “altri” ci vedono è uno strumento in più per la comprensione di noi stessi e della società in cui viviamo.
    Sapere che ci sono docenti che lo consigliano ai propri studenti è veramente incoraggiante e non mi stupirei che tali insegnanti consiglino anche opere di fantascienza, dove spesso è affrontato il tema del rapporto col “diverso” (si veda lad esemio “l’elogio della fantascienza” su:
    http://www.antrocom.it/MDForum-viewtopic-t-606.html)
    Quanto alla questione sul “falso” d’autore, Gunter Senft si è espresso in un suo saggio:

  3. Schoolstorming

    Grazie per il contributo e per i link Moreno. Nei miei corsi lavoro con testi distopici come “Il mondo nuovo” e “1984”. In futuro proporrò anche alcuni racconti brevi di Richard Matheson, tratti dalla raccolta Shock. Su Schoolstorming ci sono brani di pellicole che uso per proporre esercizi di psicologia sociale. Ho anche “inflitto” agli studenti l’analisi del film “la parola ai giurati” di Lumet. Sono convinto che lo studio acquisti valore se si applica a una pluralità di linguaggi e se propone nuovi punti di vista di vista.

  4. Tanto di cappello per le scelte! Sicuramente avrai affiancato anche “Ritorno al Mondo Nuovo”, è interessante vedere come lo stesso autore ripensi a quanto ha scritto. Matheson può risultare addirittura straniante, non fosse altro che tocca corde profonde. Al di là di “Io sono leggenda” (bellissimo il film tratto dal libro del 1963, con Vincent Price, ambientato all’EUR), vi è ad esempio “Button Button” da cui è stato tratto il film “The box”, ricco di rimandi psicosociali.
    “La parola ai Giurati” è una bellissima scelta: molti lo ritengono semplicistico perché sembra disegnare sui personaggi il “bene” e il “male”, quando non è affatto così semplice. Personalmente lo consiglio anche per evidenziare i meccanismi che si innescano in un gruppo sociale: leadership, negoziazione e mediazione, teoria dei giochi e altri spunti che vanno analizzati di volta in volta.
    A Genova ho notato che certe scuole sono molto avanti nell’esplorazione di nuovi linguaggi, complimenti!

  5. Schoolstorming

    “La Parola ai giurati” è stata per noi una fonte preziosa. Abbiamo aggiornato la la pagina di wiki traducendo la versione inglese, a cui abbiamo aggiunto la recensione dello spettacolo di Alessandro Gassman che abbiamo visto a teatro, insomma abbiamo giocato d’anticipo su ciò che Roberto Casati consigliava sul Domenicale:
    “Per esempio, se volete che i vostri studenti usino intelligentemente Wikipedia, insegnate loro non tanto a leggerla e copia-incollare le sue voci, ma a scrivere le voci stesse. (Imparano l’etica della scrittura. Imparano che cosa vuol dire essere spietatamente editati nel giro di poche ore)”
    https://schoolstorming.wordpress.com/2012/02/15/insegnamento-e-tecnologie/.

  6. Pingback: Je ne suis pas raciste mais… (Non sono razzista ma…) | Look Around – Per non restare indifferenti

  7. Sito interessante: grazie!

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