LIM e didattica

just before the alarm went off... by nels1

Buon Dio, c’è n’è sempre uno…[di Bastian contrario], questa è una battuta di “La parola ai giurati”, uno dei miei film preferiti. In questo caso, quello sono io.
Premessa: sono tra i prescelti che frequentano il corso Lim, ho un ottimo tutor e i colleghi che seguono le lezioni con me sono persone gradevoli.
Ciò detto, penso che la Lim sia nata vecchia, che rappresenti un estremo (disperato) tentativo di salvare la scuola come noi la conosciamo, mi pare un cambiare tutto perché nulla cambi.
Cominciamo dal nome: non mi piace Lavagna Interattiva Multimediale e i nomi sono importanti. Ho deciso che non la chiamerò “lavagna”, invece ho in mente un montaliano “Anello che non tiene” o un più cinematografico “Fuga da Alcatraz”. Per me è la possibilità di aprire la didattica al mondo tramite il varco nella rete. D’accordo si può usare anche come una lavagna, ma diciamo la verità, per certe cose l’accoppiata ardesia & gesso è imbattibile, con centinaia di anni di esperienza alle spalle, nella scuola della tradizione gioca in casa e non ha rivali. Certo ora abbiamo le linee colorate e tutto il resto, ma il fine della lezione non è la meraviglia e anche se lo fosse su questo piano non c’è gara: sotto il banco i figlioli hanno aggeggi che alla Lim fanno barba e capelli nel campo degli effetti speciali. Quindi usarla a mo’ di lavagna è quanto meno riduttivo e, a dirla tutta, si tratta di snaturare il medium che non è una lavagna, appunto, ma un buco nel muro dell’aula.

La rete internet è come l’asteroide che colpì la terra 60 mln di anni fa, essa ha cambiato l’ecosistema: in apparenza tutto è come prima, invece sono mutate le caratteristiche che consentono di adattarsi all’ambiente. I grandi animali a sangue freddo, i dinosauri, sono in via d’estinzione, è arrivato il tempo degli animali piccoli e a sangue caldo che si muovono in branco. Ecco, la LIM è un dinosauro che ha in sé le caratteristiche del vecchio mondo: è di grandi dimensioni, è immobile, è costosa e, soprattutto, il suo codice genetico è quello della scuola vecchia. La Lim prevede che vi sia uno che spiega e gli altri che ascoltano passivi, ma il nuovo ambiente è intrinsecamente collaborativo.
La Lim è l’anello necessario per il salto evolutivo. Essa ha il guscio del nuovo, ma la cultura è quella vecchia. Sta a noi insegnanti usare le Lim in modo innovativo come via d’uscita dall’aula; prendiamo quello che può offrire, consapevoli però che si tratta di un momento di passaggio, è un piccolo gradino evolutivo su una scala di cui non vediamo la cima.

3 commenti

Archiviato in Educazione, New Media, Web 2.0

3 risposte a “LIM e didattica

  1. loretta

    Eh già, collega…Fino a quando non cambieranno le teste degli insegnanti…anche le LIM resteranno solo L’IMmagine della nostra incapacità. Le useremo come grandi lavagne con qualche colore e figura in più.
    Bellissima la definizione di “buco nel muro dell’aula”…un’apertura “oltre il confine”.

  2. badano.silvana

    Silvana. Venerdì 6 maggio
    Hai ragione! Hai individuato in pieno il problema: è un mezzo costoso ma non so quanto innovativo. Forse può essere uno strumento più efficace nella scuola primaria.

  3. angela

    come gli altri sussidi anche la LIM è solo un mezzo che può essere straordinario…nel senso di veramente innovativo ..o solo una decorazione che non aggiunge valore all’insegnamento…

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